Igiene psicofisica

L’essere umano è determinato da psiche e soma che si uniscono in un connubio difficilmente parcellizzabile.

La salute deriva sempre da un equilibrio tra psiche e soma.

Una buona salute è fondamentale per espletare l’attività canora professionale.

Chi affronta una carriera artistica vocale è sicuramente sottoposto a fatiche e stress fisici e psichici superiori a quelli di qualsiasi altro musicista, direttori di orchestra compresi.

Il cantante  ha come strumento il proprio corpo che chiaramente è esposto ai rischi di problemi sia fisici, sia psichici, che possono influenzare addirittura la qualità della voce.

L’igiene fisica è abbastanza semplice da seguire e le norme non sono poi particolari.

IGIENE FISICA *

Le regole sono molto semplici e non diverse da quelle che tutti dovrebbero osservare.

  • Nutrirsi in modo semplice con cibi possibilmente biologici, evitare lo zucchero raffinato e il latte

  • Bere almeno due litri di acqua al giorno

  • Nutrirsi solo quando si ha veramente fame e non necessariamente a orari prestabiliti, cosa oltretutto difficile per i tempi della vita professionale artistica.

  • Abbondare in verdure e proteine vegetali, preferire il pesce, specie quello azzurro, alla carne.

  • Tenere pulito l’intestino con cicli disintossicanti da seguire ogni sei mesi rinnovando con integratori la flora batterica intestinale.

  • Percorrere almeno venti minuti al giorno a passo svelto possibilmente all’aperto ma,  in caso di cattivo tempo, anche con attrezzi ginnici (regola dei 10000 passi al giorno).

  • Fare esercizi di respirazione profonda

  • Eseguire esercizi di stretching e rilassamento posturale

  • Fare spesso bagni caldi con sali minerali, bicarbonato e amido.

  • Dormire  possibilmente più ore possibili su materassi ortopedici, meglio se a memoria di forma. Se il sonno risulta difficile rimanere comunque a letto e rilassarsi con esercizi di respirazione profonda.

  • Migliorare le difese immunitarie è sicuramente il vero obiettivo perché chiaramente prevenire è meglio che curare. La fitoterapia fornisce ottimi integratori che sono in grado, se assunti in modo corretto, di aumentare sensibilmente la reattività dell’organismo agli agenti patogeni. Rivolgersi tranquillamente al proprio erborista di fiducia per consigli specifici, chiedendo quali elementi assumere nei vari periodi dell’anno tra i seguenti: propoli, echinacea, lapacho, polline in grani, erisimo, sciroppo di betulla, sciroppo di bava di lumaca.

  • Assumere un bicchiere di acqua tiepida con abbondante succo di limone al mattino e anche uno con un cucchiaino di bicarbonato dopo circa un’ora. L’organismo tende ad acidificarsi e in tale evenienza gli agenti patogeni riescono a sconfiggere le difese immunitarie che hanno bisogno di un ambiente basico per operare al meglio. Il succo di limone induce, pur essendo leggermente acido, una reazione basica che il bicarbonato influenza chimicamente.

*Avvertenza: Quanto esposto in questo paragrafo rappresenta solo le opinioni dell’autore e non ha alcun valore da un punto di vista medico scientifico.

 

IGIENE PSICOLOGICA

L’igiene psicologica è sicuramente più complessa da individuare e presuppone un lavoro di analisi che tuttavia non necessariamente ha bisogno di una guida esterna.

La prestazione artistica inevitabilmente induce uno stress psichico che tuttavia non  deve automaticamente essere interpretato in modo negativo.

Preventivamente si deve indagare sulle motivazioni che hanno indotto la persona ad intraprendere la carriera artistica vocale.

Come già detto in altra sede, possono esistere due tipi principali di ambizioni: quella della gratificazione delle proprie aspirazioni artistiche  e quella economica.

Ambire non è necessariamente un’ intenzione moralmente negativa, anzi, l’ambizione (andare verso) è l’unico vero motore del comportamento volitivo.

L’ambizione specie se è successiva al desiderio, ne  permette la realizzazione.

Molti usano come sinonimi desiderio, ambizione e volontà, mentre invece sono elementi distinti che devono convergere verso un risultato pratico.

Dopo avere individuato la motivazione profonda che ha spinto la persona a dedicarsi alla carriera artistica (attività che usa il canto come mezzo per realizzarla, ma non necessariamente identificabile solo con esso), si deve avere sempre l’onestà mentale di non ingannarsi.

Non ci si deve vergognare se la motivazione principale non è esattamente il profondo amore per il canto e l’arte, ma semplicemente percorrere una strada che se realizzata può portare al successo personale e alla realizzazione del benessere economico.

Sul palcoscenico si può anche simulare, ma nelle relazioni umane la falsità crea danni, soprattutto a chi la esercita. Molti cantanti sono partiti da una motivazione di semplice ambizione sociale e poi in loro si è sviluppata una vera natura artistica e questo è anche il vero fascino dell’arte.

L’onestà verso se stessi è la prima regola per una sana igiene psichica.

Gli altri non sanno cosa motiva il nostro comportamento, ma i conflitti interni che si gerano per mostrare una identità diversa dalla prorpia generano delle tensioni che posssono addirittura portare ad un vero disturbo della personalità.

Altro accorgimento importante da adottare è la presa di coscienza delle proprie possibilità e capacità tecniche contingenti.

Solo individuando i propri limiti e difetti è possibile migliorarli.

Occorrre entrare in rapporto con gli altri in modo sincero senza preconcetti, ma avendo sempre la prudenza di ricordare che gli altri non sono obbligati a sostenerci, e che anzi possono tentare di intralciare il nostro percorso per autodifesa nei confronti delle proprie aspirazioni, o necessità di affermazione di ruolo.

Ma l’accorgimento fondamentale per ottenere una salute psichica che permetta di affrontare i vari problemi che si possono incontrare nel difficile percorso per una carriera artistica è il controllo dell’orgoglio.

Definire l‘orgoglio non è semplicissimo perché spesso in esso vengono identificati vari stati psichici quali l‘autostima  o nella sua versione estrema la superbia.

Ciò che differenzia l’orgoglio dall’autostima è il meccanismo di difesa preventivo che si realizza a prescindere dalla effettiva realizzazione delle proprie reali capacità.

Mentre infatti l’autostima ha una validazione storica, l’orgoglio è un atteggiamento pregresso che non ammette deroghe dalla valutazione positiva delle proprie azioni.

Ed è per questo che l’orgoglio, distaccando dal contatto con la realtà e dalla storia del proprio vissuto, chiude la persona in una corazza che apparentemente la rende invulnerabile dagli attacchi del mondo esterno, ma sostanzialmente rende incapaci di evolversi e quindi di migliorarsi.

In sostanza chi è vittima dell’orgoglio è estremamente fragile e attua una difesa che si traduce nel non accettare le critiche che l’ambiente esterno può produrre.

Ecco perché l’orgoglio è assolutamente da correggere ai fini di una igiene psichica che determini un vero percorso evolutivo.

Altro elemento fondamentale per la salute psichica è il rapporto con il tempo.

Il presente da un punto di vista fisiologico e percettivo non esiste ed è per questo che non è facile sintonizzarsi sul “qui ed ora“.

Per realizzare una carriera si deve necessariamente programmare determinati percorsi nel proprio futuro, ma non si deve dimenticare che il percorso va fatto ogni giorno valutando i passi che si sono già fatti.

Non sarebbe inutile scrivere un diario, commentando le proprie azioni. Questo può aiutare a rendere oggettivi i pensieri che altrimenti rischiano di rinchiudersi nel fiume carsico del nostro inconscio, determinando dei blocchi comportamentali che a distanza di anni possono sembrare inspiegabili.

Norma fondamentale è quindi creare un “diario di bordo scritto” del proprio percorso.

C’è sempre il rischio infatti di fare tanti tentativi e di ritrovarsi dopo tanti anni senza una strada coerente, e quando la cosa risulta chiara è a volte troppo tardi per evolvere il proprio percorso in modo costruttivo.

Per realizzare i sogni occorre prima farli, ma poi tradurli in desideri  e poi in azioni volitive, pur avendo l’umiltà di sapere che poi sarà la Storia a decidere per noi cosa saremo in grado di meritarci.

Nel concetto di “merito” necessariamente dobbiamo includere sia la nostra buonavolontà, sia la fortuna.

E’ proprio nell’accettazione della possibilità del fallimento nel raggiungere il risultato voluto ( nonostante il nostro impegno), la chiave per vivere in modo sano il percorso che può portare alla realizzazione delle proprie aspirazioni.