Le Parole delle opere

Il linguaggio dei libretti delle opere liriche spesso usa dei termini arcaici poco usati o addirittura del tutto desueti.

Essendo importante capire il significato di quello che si recita cantando è opportuno avere la possibilità di togliersi gli eventuali dubbi sul significato delle parole.

Per una introduzione al tipo di linguaggio usato nel melodramma si può prima di tutto consultare l’ottimo articolo della Treccani che è possibile trovare al segunete link:

http://www.treccani.it/enciclopedia/lingua-del-melodramma_%28Enciclopedia_dell%27Italiano%29/

Per capire bene il significato di un determinato termine è anche possibgile consultare il seguente vocabolario al link:

http://www.etimo.it/?pag=hom

Molti sono i termini che spesso sono usati nel testo dei libretti delle opere, e non solo in quelle barocche o ottocentesche, ma anche in quelle più vicine a noi.

Molto spesso il librettista cercava di mettere in evidenza la propria erudizione come ad esempio nel caso di Boito (anche lui compositore ), ma anche i librettisti di Puccini spesso usavano termini che sicuramente neanche il pubblico a loro contemporaneo era in grado di capire completamente.

Ecco ad esempio alcuni termini particolari usati : Etra, Oricalchi, Ludibrio, Onta, Occaso, Involare , Indarno, Divulsa.

E questi non sono solo che alcuni dei più frequenti.

Nella sezione Blog è possibile discutere ponendo un determinato quesito sui vari termini che si possono incontrare nei libretti.

E’ evidente che il cantante dovrebbe fare una ricerca sui termini usati nei brani che esegue, per meglio comprendere il testo che deve interpretare.

Il testo per essere ben detto deve essere compreso almeno da chi lo recita e canta!