Il fraseggio vocale

La musica, e in particolare il canto, sono dei linguaggi poiché permettono di comunicare.
L’obiettivo principale della comunicazione musicale non è semplicemente la gradevolezza estetica insita nel mezzo stesso, ossia il suono per la musica e la voce per il canto, ma ,soprattutto, l’espressione delle emozioni e dei sentimenti.
La gradevolezza estetica di un suono o di una voce contribuiscono alla fruizione estetica ma non sono il vero obiettivo della comunicazione artistica.
Il vero obiettivo della comunicazione artistica è la stimolazione di una risposta emotiva, non semplicemente un edonismo estetico.
Una bella voce sicuramente gratifica il desiderio di piacevolezza acustica, ma non è sufficiente da sola a determinare il prorompere nell’ascoltatore di una emozione artistica.
A volte infatti cantanti non particolarmente dotati o con un mezzo vocale non del tutto gradevole, riescono per mezzo della loro capacità espressiva a suscitare intense emozioni nel pubblico.
L’espressività è quindi un elemento fondamentale della comunicazione artistica.
Elemento determinante per qualsiasi linguaggio è chiaramente la sua intelligibilità, pertanto gli elementi della comunicazione devono essere facilmente individuabili.
Nel canto il suono della voce e la parola si uniscono in un connubio che a volte può risultare non del tutto utile alla chiarezza comunicativa.
L’individuazione del corretto fraseggio sicuramente contribuisce a rendere più intelligibile il canto.
Cosa si intende per fraseggio?
Il termine deriva chiaramente da Frase, ossia un gruppo di parole in grado di esprimere un pensiero compiuto.
Il fraseggio quindi è la messa in evidenza degli elementi di una frase.
Analogamente il fraseggio musicale è l’insieme di interventi su un determinato gruppo di note che per loro coerenza espressiva determinano una frase musicale.
Nel canto purtroppo frase musicale e frase del testo non sempre coincidono e proprio in questo risiede molto spesso la difficoltà dell’eloquio canoro.
Esistono poi due categorie principali di eloquio canoro ossia il “recitativo” e il cosiddetto “cantabile”.

Il fraseggio nei recitativi

Esistono due tipi fondamentali di “recitativo ” quello definito “secco” e quello “accompagnato”.
Il primo prevede l’uso del solo “basso continuo” il secondo fa uso di una orchestrazione più ampia e di un dialogo più Intenso con l’orchestra che partecipa appunto alla costruzione della frase musicale in modo più complesso.
Occorre tuttavia precisare che anche nel caso del cosiddetto recitativo secco chi si occupa della realizzazione del basso continuo dovrebbe arricchire di un fraseggio dialogante il proprio contributo musicale.
La vera differenza in effetti è che nel recitativo accompagnato il dialogo orchestrale ė scritto completamente dall’autore mentre nel recitativo secco gli esecutori hanno una grande libertà di improvvisazione.
In effetti la vera differenza tra i due tipi risiede proprio nel fatto che il recitativo secco ha una scrittura schematica dove vengono indicate le armonie da osservare, mentre il recitativo accompagnato è completamente realizzato.
Caratteristiche del Recitativo

Il recitativo sia nella musica sacra e oratoriale sia in quella operistica serve a descrivere l’azione drammatica e in effetti molto spesso viene usato nei dialoghi tra più personaggi.
Nel recitativo il personaggio ha la possibilità di descrivere la situazione drammaturgica mentre nelle arie in genere l’autore attraverso l’interprete ha la possibilità di sviluppare l’esposizione di un sentimento specifico.
Il fraseggio nei recitativi può essere molto più problematico rispetto a quello di un”aria o romanza, perché si corre sempre il rischio di frammentare l’eloquio con la conseguenza di rendere molto “noiosi” i recitativi.
Molti direttori credono di risolvere il problema usando dei tempi di esecuzione velocissimi, ma questo molto spesso non fa che rendere una strana sensazione di “nervosismo” sicuramente non immaginata dall’autore.
Il risultato fondamentale da raggiungere è la completa intelligibilità del testo che non deve tuttavia risultare frammentato.
Una emissione che fa un sapiente uso dell’apnea e del legato di emissione sicuramente contribuirà ad un fraseggio elegante.
In effetti la caratteristica dei recitativi è proprio che ogni sillaba corrisponde spesso ad un unica nota e le note hanno una durata simile.
Gli autori chiaramente tentando di rispettare la metrica delle parole e delle frasi allungano spesso la durata di alcune sillabe proprio per mettere in evidenza gli accenti tonici delle parole.
Ma appunto a differenza di un brano cantabile ad ogni sillaba in genere corrisponde una sola nota.
Questo inevitabilmente porta a frammentare le parole e soprattutto la frase.
Ecco perché è molto più difficile fraseggiare bene i recitativi rispetto ad un cantabile.
Sia nei recitativi sia nelle arie, per rendere interessante l’eloquio è importante mettere in evidenza enfatizzandoli sia gli aggettivi sia i verbi.
L’enfatizzazione si può realizzare sia attraverso intensificazioni di volume sia con una differenziazione timbrica.
Ma anche l’agogica può influire sull”enfatizzazione di determinate parole pur nel rispetto della quadratura ritmica.
Gli autori poi spesso fanno uso dei vari segni dinamici per enfatizzare determinate sillabe ossia accenti, note staccate indicazioni dinamiche e soprattutto legature.
Le legature in particolare rappresentano proprio il flusso continuo del fiato che si svolge lungo l’arco della legatura segnato.
Spesso il rispetto scrupoloso dei segni di fraseggio usati dal compositore contribuisce enormemente ad una corretta emissione della voce.
I simboli più usati per fare risaltare e realizzare il fraseggio sono quindi seguenti:

Segni Fraseggio_

Ma all’interno delle indicazioni dei simboli usati dall’autore occorre appunto aggiungere come già sottolineato l’enfatizzazione espressiva degli aggettivi e dei verbi.
Con tale accorgimento si riuscirà a catturare l’attenzione degli spettatori e si renderà il fraseggio sicuramente più interessante.