Esercizi vocali tradizionali

Raccolta vocalizzi-1

Raccolta vocalizzi-2

Al seguente link è possibile scaricare il file in pdf dei vocalizzi

Raccolta vocalizzi

Mentre qui è possibile vedere il video dei vocalizzi

 Video

E’ molto importante eseguire i vocalizzi osservando le legature di fraseggio.

Seguendo il fraseggio suggerito si evita di irrigidire il diaframma, causa principale della sensazione di mancanza del fiato, con conseguente ricorso a compressione e spinta per ottenere la sonorità desiderata.

Questi vocalizzi servono sia per “sciogliere” la muscolatura vocale, sia per individuare le zone di risonanza e svilupparne le potenzialità.

E’ molto importante cercare di gestire l’apnea, distribuendo appunto l’appoggio del fiato in base alle linee di fraseggio suggerite, onde ottenere la massima fluidità esecutiva e la completa pienezza degli armonici.

La cosa più importante è comunque pensare di “dire” la vocale  cercando di pronunciarla più esternamente possibile.

Se si chiamano “vocalizzi” è evidente che la vocale dovrà essere l’elemento generatore  primario del suono, e non viceversa.

Tuttavia il vocalizzo è un suono che modifica la sua altezza, è come il risultato di uno strumento a fiato che ha una sua ancia che struttura il suono.

Pertanto dopo avere pronunciato molto bene all’esterno la vocale occorre “fotografare” l’assetto dell’apparato fonatorio e non modificarlo seguendo la variazione di altezza delle note.

Purtroppo l’abbassamento o l’innalzamento della laringe può provocare una variazione dell’altezza del suono e istintivamente si tende proprio ad usare questo meccanismo per variare l’altezza delle note.

Si dovrebbe fare in modo invece che siano solo i muscoli aritnoidei ad incidere sulla tensione delle pliche (corde) vocali, ottenendo le diverse frequenze delle note del vocalizzo.

Il lavoro dei muscoli aritnoidei non può essere percepito e quindi neanche direttamente controllato.

Tali muscoli entrano in funzione solo se si evita di usare gli altri che innalzano e abbassano la laringe.

Pertanto dopo avere pronunciato nitidamente la vocale della prima nota si deve solo permettere il controllo del suono che deve avvenire nel piano alto di risonanza, ottenendo quindi una netta separazione tra la parola e il suono.

Mischiare parola e suono può determinare molti problemi per l’emissione, si deve infatti mirare ad una sana “convivenza” per ottenere il massimo da entrambi.

Occorre inoltre ricordare che nella lingua italiana vengono usate sette vocali ossia:

A, E, È, I, Ò, Ó, U.

Pertanto sarebbe opportuno eseguire i vocalizzi riportati usando tutte le sette vocali citate.